SEO: cos’è e in cosa consiste

La SEO è un’attività che permette ad un sito web di essere trovato sui motori di ricerca all’interno delle sezioni non a pagamento

Come si realizza un’attività SEO? La strategia
SEO Rimando ad un mio precedente post per approfondire il significato del termine. La SEO è un’attività tecnica e operativa di applicazione di una strategia, senza la quale questa attività non avrebbe senso. Fare SEO senza avere una precisa strategia sarebbe come pensare di arrivare in cima ad una montagna senza neppure avere in mano una cartina topografica: la probabilità di sprecare energie girandoci intorno alla ricerca del sentiero che porta in cima sarebbe elevatissima.
Il primo (e fondamentale) aspetto di una strategia SEO è la definizione dell’insieme delle parole chiave, “clusterizzate” in pacchetti, che considero utili al sito web da posizionare sui motori di ricerca. Se per esemio devo posizionare un sito ecommerce che vende arredamento, il primo passo consisterà nel definire attraverso quali gruppi di parole chiave intendo intercettare l’utente. I gruppi di parole chiave per un un negozio di arredamento sono, per esempio: cucine moderne, cucine classiche, cucine country, bagni, salotti, camere da letto, …. I gruppi di parole chiave generalmente coincidono con il settori di business dell’azienda, e sarà sensato dare un peso sulla base degli interessi prevalenti dell’azienda. Accenno volontariamente all’importante fattore dell’interesse dell’azienda, in quanto sarà compito del SEO analizzare e capire l’interesse sul web rispetto ai vari gruppi: dal confronto dell’interesse sul web e quello dell’azienda spesso emergono importanti considerazioni che hanno risvolti importanti nella definizione della strategia.

Una volta espanso ogni gruppo di parole chiave, servendosi anche di tool come il Keyword tool di Google, Übersuggest e altri (ogni SEO ha la sua ricetta, a proposito), si determinerà su quali keyword focalizzare la propria attenzione, e con quale tecnica. Per esempio, per alcune keyword potrei decidere di essere presente sulle rete di ricerca attraverso annunci sponsorizzati, per altre potrei decidere si essere presente attraverso portali di settore, per altre ancora deciderò di essere presente attraverso il posizionamento naturale.

A questo punto, se il sito non è ancora stato realizzato, verranno attivate le competenze necessarie alla realizzazione della gabbia logica del sito. La gabbia logica è una griglia in cui verranno posizionati i blocchi di cui è costituito il sito. La scelta e disposizine dei blocchi è un punto nevralgico della strategia, che sarà determinante per il successo del sito. La gabbia logica, una volta definita, viene consegnata al web designer che si occupa della grafica. Purtroppo nella maggior parte dei casi i SEO si trovano ad ottimizzare siti web già realizzati, e per i quali ci sono poche o nulle possibilità d’intervento strutturale. Questo aspetto va attentamente considerato perchè mi aiuta a capire a cosa posso permettermi di puntare e con quali strumenti.
Una volta terminata la grafica, che sarà il risultato di un lavoro creativo e di analisi dei competitor (sia on-line, cioè siti web, che off-line, cioè i vicini di casa), avremmo finalmente il contenitore pronto.

La competenza che entrerà ora in gioco ora è la creazione di contenuti di valore, che saranno tanto più efficaci quanto saranno in grado di rivolgersi all’utente e fornire una soluzione ai suoi problemi, che costituiscono la motivazione per cui si sta rivolgendo al motore di ricerca.

Chiaramente i contenuti andranno costruiti sia per gli utenti che per i motori di ricerca: cioè il contenuto di un testo è sempre finalizzato all’utente, ma l’oggetto sarà stato scelto in modo da intercettare un bisogno dell’utente che cerca soluzione del web tramite i motori di ricerca. Mi spiego meglio: cercherò di parlare in modo approfondito di divani nel momento in cui so che la probabilità che una persona, che ha il bisogno o desiderio di sostituire il divano di casa, si rivolge all’aquisto via web. Se i divani vengono acquistati via web, mentre le cucine no (si preferisce rivolgersi all’interior design), i contenuti che parlano di divani saranno strutturati in modo diverso dai contenuti che parlano di cucine.

I contenuti inseriti saranno quindi ottimizzati: non solo quelli testuali, ma anche immagini e (se presenti) i video, per i quali avrò scelto una strategia di posizionamento attraverso YouTube. I contenuti saranno non solo ottimizzati per i motori di ricerca, ma anche rispetto al device: inutile precisare che gabbia logica e grafica (entrambe!) saranno state studiate in modo specifico per i diversi device. Questo perchè, fondamentalmente, l’utente che esegue una ricerca locale per la parola chiave pizza, molto probabilmente ha voglia di mangiare una pizza e quindi sapere dove si trova e come raggiungere la pizzeria: non sarà certo interessato a leggere la storia del locale!

L’ottimizzazione on-page sarà inoltre coadiuvata dall’ottimizzazione off-page: determinerò le strategie finalizzate all’ottenimento di link “utili”, avvalendomi anche dell’importantissima collaborazione di quella parte delle popolazione che identifica nei social network la porta d’accesso al web: l’altra parte invece identifica il web con Google (ma non dimenticherò di dare attenzione anche agli altri motori di ricerca, in particolare considerando la geografia: per esempio il principale motore di ricerca in Russia è Yandex).

Una volta on-line, inizierà la fase di Web Analytics e di repostistica. Analizzare, studiare il modo in cui l’utente interagisce con il sito per migliorare e proporre soluzioni che siano sempre più adatte alle sue esigenze. Sarà solo l’inizio del persorso di crescita della visibilità e successo on-line del sito web.

Cosa è cambiato. Non c’è più la SEO dei vecchi tempi (aggiornamento 16 Aprile 2013)

Quando la SEO è nata, agli inizi c’erano poche e semplici regole per ottenere la prima posizione sui motori di ricerca. Inizialmente bastava riempire il metatag keywords e il gioco era fatto. Poi gli algoritmi si svilupparono perchè ci si era resi conto che si abusava di queste regole: era necessario tutelare la qualità dei risultati cercati dall’utente. E in questo modo ebbe inizio la rincorsa dei SEO: le regole cambiavano, e i SEO le rincorrevano. Metodologia, questa, che mi ricorda tanto il regolamento sul doping nel ciclismo: ciclisti costantemente obbligati ad inseguire i limiti di legge per poter arrivare primi.
Ecco quindi Panda, Penguin, EDM Penalty, che con le loro regole hanno prima penalizzato, e poi fornito delle tecniche per risalire sulle SERP. La pratica ha dimostrato che la penalità non è mai stata un deterrente sufficiente ai SEO per non abusare delle regole. L’abuso è sempre dietro l’angolo, sistematizzato da contratti che garantiscono entrate un tanto a keyword posizionata: dimenticandosi che il posizionamento è una conseguenza, non un obiettivo.
Perciò documentatevi, cercate di capire cosa è la SEO oggi e diffidate di chi vi propone tecniche miracolose per scalare le prime posizini senza giustificare quale tipo di strategia intente perseguire.

Cosa ne pensa Matt Cutts sulla sovraottimizzazione dei contenuti

Per sovraottimizzazione si intende un’uso eccessivo delle tecniche di ottimizzazione, volto a “scalare” le SERP su singole parole chiave, spesso più per apparire bravi agli occhi del cliente inesperto: l’esperienza insegna che portano più graffico pagine ottimizzare su parole chiave della long tail che quelle ottimizzate su una singola keyword. Inoltre è chiaro che una pagina sovraottimizzata offrirà uno scarsa user experience all’utente, e quindi è a rischio penalizzazione (vedi questo mio post).

In questo video Matt Cutts spiega la sua opinione a riguardo: SEO e keyword sono importanti, ma un sito che presenta sempre gli stessi titoli e ripete sempre le stesse parole solo per “salire” sui motori di ricerca rischia di risultare vero e proprio spam agli occhi dei lettori.

 

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