In questo post vorrei raccontare del mio incontro con Domitilla Ferrari, avvenuto in occasione della presentazione del suo libro, intervistata da Elisa D’Ospina, alla Fondazione Zoè di Vicenza.
“Due gradi e mezzo di separazione” è un libro da leggere la sera, prima di andare a letto. Io sto facendo così, a piccole dosi. Mi piace leggere qualcosa di piacevole prima di addormentarmi: la sua iniezione di fiducia ed ottimismo nei confronti del prossimo è piacevole, fa stare bene. Dice del suo lavoro
Ho la presunzione di avere scritto un libro che rende il mondo un po’ migliore.
Ed è vero, non è presunzione. Domitilla è se stessa quando parla e quando scrive, in pubblico e in privato: apprezzi subito la sua coerenza, una scelta d’investimento che magari costa fatica, ma che nel lungo periodo ripagherà. Avremo guadagnato una fetta di “amici” che costituiscono per noi un prezioso patrimonio. Perchè il fatto di dedicare a loro del tempo, per esempio condividendo un’informazione, sarà per noi un’occasione per crescere.
Come ci spiega Domitilla, è arrivato il momento di abbattere il muro di separazione tra on-line ed off-line, ed essere sempre se stessi. La rete non è pericolosa come a volte si sente dire, bisogna imparare a conoscerla nello stesso modo in cui si impara a conoscere la città in cui viviamo. Se lo vogliamo, possiamo fare in modo che sia per noi una risorsa preziosa, che rende più interessante e ricca la nostra vita.
Siamo come dei prodotti, quando per esempio cerchiamo lavoro. Perciò risulterà a nostro vantaggio curare bene il personal branding. Domitilla, come me, ha imparato molto da Luigi Centenaro.
È stato un vero piacere per me “regalare” a Domitilla un po’ del mio tempo per ascoltarla. Ho guadagnato molte cose, e spero un giorno di poterla ricompensare almeno un po’.